BOYCYCLE / SALVATORE GANACCI FT. SEBASTIAEN TELLIER (VEDRAN RUPIC)

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ALLA RICERCA DI UNA NUOVA VITA.

Salvatore Ganacci è lo pseudonimo musicale di Emir Kobilić nato bosniaco poi naturalizzato svedese dove è andato per studiare musica in un prestigioso istituto. E a mantenuto la promessa con se stesso perchè dopo qualche singolo di rodaggio è stato subito notato dall’etichetta Owsla fondata dal buon Skrillex.

Dopo un paio di singoli nel 2019 rilascia il suo primo EP chiamato appunto “Boycycle”. E questa traccia vede alla voce Sébastien Tellier. Ma ciò che ha fatto storia per la comunità dance sono i suoi dj-set incendiari, come la sua apparizione al “Tomorrowland” che lo ha reso dj e proceder affermato. Il video è affidato alla regia di Vedran Rupic, ha vinto svariati premi fra cui il UK Music Video Awards e un Grammy con altri video fatti con Salvatore Ganacci nonché curatore di campagne pubblicitarie sempre originali e fuori dai canoni, in poche parole uniche.

Un cacciatore fissa sgomento un mucchio di spazzatura; al di sotto di tutti quei rottami ammucchiati c’è un ragazzo, l’uomo lo libera da tutti quei pesi che lo bloccavano e in breve si ritrova nuovamente con la faccia fissa a terra. Un motivo c’è, eccome se c’è, ed è esattamente il titolo del brano, ha appena salvato un “boycycle” (interpretato dallo stesso Salvatore Ganacci) una sorta di essere “mitologico” con busto di essere umano e al posto delle gambe una motocicletta. Un essere assolutamente degno dell’inventività dell’antica Grecia ma riportata ai giorni nostri.

Il protagonista è a letto, sofferente mentre il suo salvatore con impegno e dedizione se ne prende cura, poi le prime “passeggiate” all’aria aperta dove porta in giro il ragazzo stremato. Il tempo passa velocissimo, un intero autunno e un inverno ed eccoci in un prato verde a primavera dove il giovane sgomma in cerchio felice, sano e con ritrovate energie mentre tre ragazzi lo guardano fra lo sbalordito e l’incredulo. Ma il suo nuovo “padre” allontana i ragazzi senza troppi complimenti, come se volesse poter mantenere il tutto segreto. Il vecchio continua a prendersi cura del figlio aquisito, lo lava e lo insapona, e via via prende lentamente confidenza via via fino a strappargli prima un sorriso e poi addirittura montarci “in sella” per gioco, ma come si suol dire “la coperta è corta” per quanto ci sia un amore filiale fra loro c’è sempre una distanza considerevole.

Il boycycle fissa triste due cigni che stanno l’uno di fronte all’altro, così come dopo una coppia di umani abbracciati stretti. Ed è facile comprendere cosa manchi alla sua vita. Poi per regalo riceve un vestito su misura, ma il regalo sortisce l’effetto opposto, portandolo a distruggere ogni cosa che incontri nel salotto, così come a dire: “lasciami solo, non sei il mio vero padre!”. L’uomo ferito se ne va e il ragazzo si risveglia dopo il rush di violenza a fissare un’immagine di una sirena. Una sua pari. Strappa la foto della sirena. Al ritorno del cacciatore il giovane è sulla porta che lo guarda mesto, una borsa nella sua mano, mentre lentamente di allontana.

Corre per lunghe strade solitarie, mostra a passanti la foto della sirena finché un vecchio gli indica il mare. Raggiunge la riva e interroga un gruppo di pescatori, che però gli ridono in faccia, ma al nostro protagonista non piace la risposta e prende a pugni il pescatore più vicino e gli altri in tutta risposta lo cappottano a terra e lo prendono a pugni. Quand’ecco che viene salvato da una donna con il busto umano e il corpo di moto d’acqua. Lui le sorride e in un secondo scatta qualcosa, corrono paralleli, lui sulla spiaggia a pochi passi dall’acqua e lei nell’acqua a pochi passi dalla spiaggia. Un video che con originalità tocca le corde profonde della solitudine e del sentirsi unici in un mondo di persone tutte identiche. 

SALVATORE GANACCI. VEDRAN RUPIC. 2020.

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